La barzelletta della bionda che torna a casa in anticipo: riderai per giorni

Ridere è una delle attività più antiche e misteriose dell’essere umano. Dal punto di vista neuroscientifico, la risata si attiva quando il cervello percepisce un’incongruenza — qualcosa che non corrisponde alle aspettative — e la risolve in modo inaspettato. È quella piccola scossa mentale, quel “non me l’aspettavo”, che scatena il meccanismo comico. E non siamo soli: anche i ratti, secondo le ricerche di Jaak Panksepp, emettono ultrasuoni durante il gioco che somigliano moltissimo alle risate umane. Anche le grandi scimmie ridono, anche se con un suono diverso dal nostro. La risata, insomma, ha radici evolutive profonde.

Nel corso della storia, il senso dell’umorismo si è adattato alla cultura del momento. Gli Antichi Romani, per esempio, erano ghiotti di battute sui difetti fisici, sulle corna e sull’ingenuità dei creduloni — temi che ritroviamo puntualmente nelle commedie di Plauto e nei graffiti di Pompei. Cambiano i secoli, ma certi meccanismi restano sorprendentemente stabili.

La barzelletta

Tre colleghe — una bionda, una mora e una rossa — lavorano nello stesso ufficio. La loro capa ha il vizio di svignarsela sempre prima dell’orario stabilito, ignorando beatamente il regolamento.

Un giorno la mora ha un’idea: «Ragazze, se la capa esce sempre in anticipo, perché non farlo anche noi? Non c’è nessuno che ci sorveglia». Le altre sono subito d’accordo, e così tutte e tre escono prima del dovuto.

  • La mora passa il pomeriggio dal parrucchiere, coccole e piega compresi.
  • La rossa si lancia in una sessione di shopping sfrenato al centro commerciale.
  • La bionda decide di tornare direttamente a casa.

Appena varca la soglia del suo appartamento, però, la bionda sente delle voci provenire dalla camera da letto. Sbircia dentro… e trova suo marito insieme alla sua capa. Silenzio, sguardo fisso, mente che elabora. Poi, con calma olimpica, esce di casa, torna in ufficio e aspetta tranquillamente il termine regolare dell’orario di lavoro.

Il giorno dopo, durante la pausa caffè, le tre si ritrovano a fare il punto della situazione.

La mora: «È stato meraviglioso! Il parrucchiere, un po’ di relax… dobbiamo rifarlo assolutamente».

La rossa: «Concordo. Shopping, aria aperta, libertà totale. Quando si replica?»

La bionda, seria come un giudice: «Nemmeno per sogno. Ieri la capa mi ha quasi scoperta.»

Perché fa ridere?

Il meccanismo comico di questa barzelletta è un classico esempio di inversione di prospettiva. Chi legge si aspetta che la bionda, tornata a casa in anticipo, abbia rischiato di essere scoperta dalla capa per aver disobbedito. La sorpresa finale ribalta tutto: è la bionda ad aver sorpreso la capa, ma nella sua testa il problema non è il tradimento del marito — è il rischio di aver violato l’orario d’ufficio. L’assurdità della priorità sbagliata è il vero motore della risata. Un corto circuito logico perfetto.

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